{"id":5198,"date":"2020-01-09T13:21:05","date_gmt":"2020-01-09T12:21:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fondazioneaurora.org\/le-chiese-monolitiche-di-lalibela-in-etiopia\/"},"modified":"2022-05-20T11:59:45","modified_gmt":"2022-05-20T09:59:45","slug":"le-chiese-monolitiche-di-lalibela-in-etiopia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fondazioneaurora.org\/en\/le-chiese-monolitiche-di-lalibela-in-etiopia\/","title":{"rendered":"Le chiese monolitiche di Lalibela in Etiopia"},"content":{"rendered":"<p><div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" style=\"background-color: #ffffff;background-position: center center;background-repeat: no-repeat;border-width: 0px 0px 0px 0px;border-color:rgba(0,0,0,0.08);border-style:solid;\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-justify-content-center\" style=\"max-width:1372.8px;margin-left: calc(-4% \/ 2 );margin-right: calc(-4% \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_2_3 2_3 fusion-flex-column\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\" style=\"background-position:left top;background-repeat:no-repeat;-webkit-background-size:cover;-moz-background-size:cover;-o-background-size:cover;background-size:cover;padding: 0px 0px 0px 0px;\"><style type=\"text\/css\">@media only screen and (max-width:1024px) {.fusion-title.fusion-title-1{margin-top:12px!important;margin-bottom:20px!important;}}@media only screen and (max-width:640px) {.fusion-title.fusion-title-1{margin-top:12px!important;margin-bottom:24px!important;}}<\/style><div class=\"fusion-title title fusion-title-1 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-two\" style=\"font-size:20px;margin-top:12px;margin-bottom:20px;\"><h2 class=\"title-heading-left\" style=\"margin:0;font-size:1em;\">LE CHIESE MONOLITICHE DI LALIBELA IN ETIOPIA<\/h2><\/div><div class=\"fusion-text fusion-text-1\" style=\"text-align:left;font-size:18px;transform:translate3d(0,0,0);\"><p>L\u2019Etiopia, situata nella regione subsahariana del Corno d\u2019Africa, \u00e8 uno dei Paesi pi\u00f9 abitati del continente, con una popolazione che supera i 100 milioni di abitanti. Ospita al suo interno una grande variet\u00e0 di gruppi etnici (oromo, amhara, tigrini e somali i pi\u00f9 numerosi) e linguistici. Sotto un profilo religioso, le principali confessioni professate in Etiopia sono l\u2019Islam e il Cristianesimo.<\/p>\n<p>L\u2019Etiopia ha adottato il cristianesimo nel corso della prima met\u00e0 del quarto secolo. La citt\u00e0 di Lalibela offre importanti testimonianze storiche e archeologiche della diffusione della religione cristiana nel Paese.<\/p>\n<p>Situata nella regione nord-orientale del Paese, nello Stato di Amhara, Lalibela \u00e8 considerata uno dei luoghi pi\u00f9 affascinanti dell\u2019Africa, grazie alla presenza delle chiese scavate nella roccia costruite tra il XII e il XIII secolo a.C. da Gebre Mesqel Lalibela, sovrano della dinastia Zegwe, che govern\u00f2 il Paese per 40 anni circa e da cui avrebbe preso il nome la citt\u00e0 anticamente conosciuto come Roha.<\/p>\n<p>Diverse leggende riferiscono dei motivi che spinsero l\u2019imperatore a ordinare la costruzione delle chiese. Una prima racconta che fu proprio Dio a ordinare a Lalibela di costruire chiese uniche, con l\u2019aiuto degli angeli: gli uomini avrebbero lavorato durante il giorno e gli angeli durante la notte. La seconda narra che il sovrano etiope si trovasse a Gerusalemme nel 1187 d.C. quando il musulmano Salah al-Din conquist\u00f2 la citt\u00e0. Le conquiste musulmane interruppero i pellegrinaggi cristiani in Terra Santa rendendoli pericolosi, e per questa ragione Lalibela, appena tornato in Etiopia, si dedic\u00f2 alla creazione di una nuova Gerusalemme.<\/p>\n<p>Similarmente a quanto avvenuto in Etiopia, verso la fine del XV secolo, al ritorno da Terra Santa, frate Bernardino Caimi diede impulso ad una simile iniziativa, facendo costruire 44 cappelle e una basilica per ricreare in piccolo i luoghi visti in Palestina. Da l\u00ec il Sacro Monte di Varallo, come un\u2019alternativa al pellegrinaggio nel cuore del Piemonte.<\/p>\n<p>La costruzione delle chiese etiopi \u00e8 stata completata in ventitr\u00e9 anni dai successori di Lalibela, grazie al lavoro degli operai provenienti dall\u2019Egitto e di architetti con grande conoscenza nelle tecniche costruttive.<\/p>\n<p>La presenza delle chiese ha fatto s\u00ec che la citt\u00e0 fosse considerata dalla comunit\u00e0 cristiana etiope una nuova Gerusalemme, diventando cos\u00ec un importante luogo di pellegrinaggio. La popolazione di Lalibela \u00e8 oggi quasi interamente composta da cristiani ortodossi.<\/p>\n<p>Le chiese rappresentano i pi\u00f9 grandi templi monolitici del mondo. Non furono costruite in modo tradizionale, ma furono scavate nella roccia vulcanica del tufo.<\/p>\n<p>Le strutture presentano due stili molto distinti. Le chiese monolitiche sono scolpite in un unico pezzo di roccia e separate da esso da una trincea. Le chiese rupestri, invece, sono scavate nella roccia e scolpite verso l\u2019interno da una parete rocciosa verticale. Furono costruite in questo modo per nasconderle alla vista degli eserciti musulmani. Il lavoro fu completato attraverso la costruzione di un ampio sistema di canali di scolo<\/p>\n<p>Le chiese sono divise in gruppi diversi.<\/p>\n<p>Il gruppo settentrionale comprende, innanzitutto, la chiesa di <strong>Biete Medhane Alem<\/strong> (Casa del Salvatore del mondo), la pi\u00f9 grande chiesa monolitica del mondo, sede della Croce di Lalibela. Il soffitto \u00e8 decorato con croci in rilievo. Il tufo da cui \u00e8 scavata la chiesa ha un colore rosa brillante. La galleria che corre attorno ai quattro lati della chiesa, tra il colonnato e il muro esterno, \u00e8 ampia. L\u2019interno dell\u2019edificio \u00e8 caratterizzato dalla presenza di cinque navate \u2013 una navata centrale e quattro laterali \u2013 delimitate da pilastri rettangolari, in parte sostituiti a causa di crolli.<\/p>\n<p><strong>Biete Maryam<\/strong> (Casa di Miriam \/ Casa di Maria) \u00e8 la pi\u00f9 antica delle chiese monolitiche, e reca al suo interno meravigliosi affreschi. La tomba di Adamo \u00e8 un enorme blocco quadrato di pietra, collocato in una profonda fossa di fronte alla parete occidentale. Il pilastro centrale \u00e8 coperto da un velo, toccato da Dio durante una delle sue apparizioni al re Lalibela, ed \u00e8 simbolo dell\u2019unit\u00e0 della fede. La caratteristica pi\u00f9 interessante di Biete Maryam sono le sue finestre: la fila superiore di tre finestre rappresenta il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Una delle finestre reca una croce che rappresenta Ges\u00f9; la fila inferiore simboleggia la crocifissione.<\/p>\n<p><strong>Biete Golgotha Mikael<\/strong> (Casa del Golgotha Mikael) presenta una facciata liscia e decorata nella parete ovest. Le aperture sono funzionali e forniscono alla chiesa luce e aria. In corrispondenza della parete meridionale sono presenti due aperture progettate per dare luce a due santuari, quello alla sinistra della cella di Ges\u00f9 e quello a destra della cappella di Selassie. All\u2019 interno la chiesa \u00e8 divisa in due navate sorrette da tre pilastri cruciformi. La cella di Ges\u00f9 si trova all\u2019estremit\u00e0 orientale della navata destra. La chiesa ha il nome di Golgota perch\u00e9 \u00e8 dedicata alla passione e alla morte del Salvatore. La struttura conserva inoltre alcuni esempi di arte etiope e si dice ospiti la tomba del re Lalibela.<\/p>\n<p><strong>Biete Maskal<\/strong> (Casa della Croce) \u00e8 stata scavata nella parete settentrionale del cortile di Biete Maryam. La facciata in cima \u00e8 decorata da un fregio di archi tra due percorsi orizzontali sporgenti. Quattro pilastri dividono lo spazio in due navate. L\u2019apertura della finestra del santuario presenta una croce maltese.<\/p>\n<p><strong>Biete Denagel<\/strong> (Casa della Vergine) si trova a sud del cortile di Biete Maryam. Si narra che la piccola cappella sia stata costruita in onore delle fanciulle martirizzate sotto Giuliano. Il giorno designato per la commemorazione delle fanciulle \u00e8 il 10 di Hedar (novembre) nel calendario etiope.<\/p>\n<p>Nel gruppo occidentale rientra Biete Giyorgis (Chiesa di San Giorgio), dedicata al santo Giorgio e situata precisamente a sud-ovest, su una terrazza rocciosa. La chiesa cruciforme a tre piani fu scavata nel tufo rosa e ispirata all\u2019arca di No\u00e8. La decorazione del tetto \u00e8 considerata il simbolo dei monumenti di Lalibela: si tratta di un rilievo composto da tre croci greche l\u2019una all\u2019interno dell\u2019altra. Un sistema di drenaggio fa s\u00ec che durante le stagioni delle piogge l\u2019acqua non si raccolga sull\u2019edificio ma venga incanalata attraverso un sistema di piccole aperture. L\u2019interno dell\u2019edificio segue la pianta cruciforme della chiesa. Dei pilastri autentici sono rimasti solo quattro esempi ai tre lati. La cupola che domina il santuario, nella parte orientale della chiesa, \u00e8 decorata con una croce in rilievo, mentre il soffitto presenta una croce in rilievo diritta. La chiesa di San Giorgio pu\u00f2 essere raggiunta solo attraverso un tunnel nelle cui pareti ci sono camere piccole e caverne rotonde che fungono da tombe del cortile per pellegrini e monaci.<\/p>\n<p>Il gruppo orientale delle chiese monolitiche di Lalibela vede la presenza di <strong>Biete Amanuel<\/strong> (Casa di Emmanuele), che si caratterizza per la presenza di una piattaforma a gradini del colore rosso brillante del tufo, costruita in legno e pietra, e le cui pareti sono strutturate in fasce orizzontali e verticali. Vi sono tre file di finestre; quelle inferiori hanno la forma di croci greche. All\u2019interno vi sono navate laterali e una navata a volta. Una scala di roccia conduce da una stanza laterale all\u2019ingresso principale di un secondo piano. Nella parete esterna del cortile vi sono le cavit\u00e0 per le api sacre, che simboleggiano le api che profetizzarono la regalit\u00e0 di Lalibela. Nel pavimento roccioso della navata meridionale \u00e8 presente un\u2019apertura su un lungo tunnel sotterraneo che porta alla vicina <strong>Biete Mercurios<\/strong>. Le camere scavate nelle mura rappresentano le tombe di monaci e pellegrini che chiedevano di essere sepolti nella citt\u00e0 santa.<\/p>\n<p><strong>Biete Qeddus Mercoreus<\/strong> (Casa di San Mercoreo \/ Casa di San Marco), situata all\u2019estremit\u00e0 orientale, non \u00e8 n\u00e9 orientata n\u00e9 pianificata in modo convenzionale. La facciata rivela i segni del tempo e degli agenti atmosferici. L\u2019ingresso \u00e8 stato ristrutturato nel 1989-90 ed \u00e8 in parte cambiato da allora. L\u2019interno \u00e8 decorato da un murale raffigurante sei re o santi in abiti reali con meravigliose croci che ricordano le croci processionali del tardo Gondarene. Alcune pitture un tempo adornavano la chiesa, ma sono state rimosse per assicurarne la corretta conservazione e si trovano ora nel Museo Nazionale di Addis Abeba.<\/p>\n<p><strong>Biete Abba Libanos<\/strong> (Casa dell\u2019abate Libanos) \u00e8 stata scavata orizzontalmente nella roccia. Una leggenda racconta che la moglie di Lalibela, con l\u2019aiuto degli angeli, abbia costruito questa chiesa in una notte. \u00c8 dedicata a uno dei pi\u00f9 famosi santi monastici della Chiesa etiope, Abba Libanos, giunto qui dall\u2019Egitto. La facciata ricorda le architetture axumite. All\u2019interno, le navate sono rivolte verso ovest.<\/p>\n<p><strong>Biete Gabriel-Rufael<\/strong> (Casa degli angeli Gabriele e Raffaele) rappresenta forse un antico palazzo reale. Racchiude al suo interno quattro sale che costituiscono il Santuario dell\u2019Arcangelo Gabriele e di Raffaele. La chiesa presenta una magnifica facciata scolpita nella roccia con delle arcate e delle finestre sormontate da archi. Il pavimento triangolare del cortile settentrionale \u00e8 cinto da mura. Nel cortile si trovano un pozzo e una cisterna sotterranea. Dei gradini portano a una sala sotterranea sorretta da pilastri, dove il livello dell\u2019acqua scende o sale a seconda delle stagioni secche e piovose. L\u2019interno della chiesa \u00e8 molto pi\u00f9 piccolo di quanto sembri guardandola dall\u2019esterno. Tre croci latine sono incise sul muro.<\/p>\n<p><strong>Biete Lehem<\/strong> (Casa del pane sacro) \u00e8 una piccola cappella modellata in forma di cono. Non \u00e8 chiaro quale fosse la funzione originale di questo santuario, in cui \u00e8 tuttavia proibito l\u2019accesso ai visitatori.<\/p>\n<\/div><style type=\"text\/css\">@media only screen and (max-width:1024px) {.fusion-title.fusion-title-2{margin-top:48px!important;margin-bottom:20px!important;}}@media only screen and (max-width:640px) {.fusion-title.fusion-title-2{margin-top:48px!important;margin-bottom:24px!important;}}<\/style><div class=\"fusion-title title fusion-title-2 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-three\" style=\"margin-top:48px;margin-bottom:20px;\"><h3 class=\"title-heading-left\" style=\"margin:0;\"><\/h3><\/div><div ><span class=\" fusion-imageframe imageframe-none imageframe-1 hover-type-none\" style=\"border-radius:8px;\"><img decoding=\"async\" width=\"344\" height=\"259\" alt=\"Mappa delle posizioni delle chiese.\" title=\"Fondazione Aurora\" src=\"https:\/\/www.fondazioneaurora.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image.png\" data-orig-src=\"https:\/\/www.fondazioneaurora.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image.png\" class=\"lazyload img-responsive wp-image-6541\" srcset=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%27344%27%20height%3D%27259%27%20viewBox%3D%270%200%20344%20259%27%3E%3Crect%20width%3D%27344%27%20height%3D%273259%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-srcset=\"https:\/\/www.fondazioneaurora.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image-200x151.png 200w, https:\/\/www.fondazioneaurora.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image.png 344w\" data-sizes=\"auto\" data-orig-sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 344px\" \/><\/span><\/div><style type=\"text\/css\">@media only screen and (max-width:1024px) {.fusion-title.fusion-title-3{margin-top:48px!important;margin-bottom:20px!important;}}@media only screen and (max-width:640px) {.fusion-title.fusion-title-3{margin-top:48px!important;margin-bottom:24px!important;}}<\/style><div class=\"fusion-title title fusion-title-3 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-three\" style=\"margin-top:48px;margin-bottom:20px;\"><h3 class=\"title-heading-left\" style=\"margin:0;\"><\/h3><\/div><div class=\"fusion-text fusion-text-2\" style=\"font-size:18px;transform:translate3d(0,0,0);\"><p>Novecento anni dopo la loro costruzione, le chiese monolitiche di Lalibela costituiscono ancora un importante sito di pellegrinaggio per i fedeli nonch\u00e9 un sito archeologico straordinario. Nel 1978, le chiese sono diventate patrimonio mondiale dell\u2019UNESCO; quasi da dieci anni fa, l\u2019agenzia delle Nazioni Unite ha eretto coperture protettive per salvaguardare gli edifici dall\u2019erosione.<\/p>\n<\/div><style type=\"text\/css\">@media only screen and (max-width:1024px) {.fusion-title.fusion-title-4{margin-top:48px!important;margin-bottom:20px!important;}}@media only screen and (max-width:640px) {.fusion-title.fusion-title-4{margin-top:48px!important;margin-bottom:24px!important;}}<\/style><div class=\"fusion-title title fusion-title-4 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-three\" style=\"margin-top:48px;margin-bottom:20px;\"><h3 class=\"title-heading-left\" style=\"margin:0;\"><\/h3><\/div><\/div><\/div><style type=\"text\/css\">.fusion-body .fusion-builder-column-0{width:66.666666666667% !important;margin-top : 20px;margin-bottom : 20px;}.fusion-builder-column-0 > .fusion-column-wrapper {padding-top : 0px !important;padding-right : 0px !important;margin-right : 2.88%;padding-bottom : 0px !important;padding-left : 0px !important;margin-left : 2.88%;}@media only screen and (max-width:1024px) {.fusion-body .fusion-builder-column-0{width:83.333333333333% !important;order : 0;}.fusion-builder-column-0 > .fusion-column-wrapper {margin-right : 2.304%;margin-left : 2.304%;}}@media only screen and (max-width:640px) {.fusion-body .fusion-builder-column-0{width:100% !important;order : 0;margin-top : 0px;}.fusion-builder-column-0 > .fusion-column-wrapper {margin-right : 1.92%;margin-left : 1.92%;}}<\/style><\/div><style type=\"text\/css\">.fusion-body .fusion-flex-container.fusion-builder-row-1{ padding-top : 0px;margin-top : 0px;padding-right : 0px;padding-bottom : 0px;margin-bottom : 0px;padding-left : 0px;}@media only screen and (max-width:640px) {.fusion-body .fusion-flex-container.fusion-builder-row-1{ padding-right : 0px;padding-left : 0px;}}<\/style><\/div><div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-2 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" style=\"background-color: rgba(255,255,255,0);background-position: center center;background-repeat: no-repeat;border-width: 0px 0px 0px 0px;border-color:rgba(0,0,0,0.08);border-style:solid;\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-stretch fusion-flex-justify-content-center\" style=\"max-width:1372.8px;margin-left: calc(-4% \/ 2 );margin-right: calc(-4% \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_2_3 2_3 fusion-flex-column fusion-animated\" data-animationType=\"fadeInRight\" data-animationDuration=\"1.6\" data-animationOffset=\"100%\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\" style=\"background-position:left top;background-repeat:no-repeat;-webkit-background-size:cover;-moz-background-size:cover;-o-background-size:cover;background-size:cover;padding: 0px 0px 0px 0px;\"><style type=\"text\/css\">@media only screen and (max-width:1024px) {.fusion-title.fusion-title-5{margin-top:4px!important;margin-bottom:4px!important;}}@media only screen and (max-width:640px) {.fusion-title.fusion-title-5{margin-top:4px!important;margin-bottom:4px!important;}}<\/style><div class=\"fusion-title title fusion-title-5 fusion-sep-none fusion-title-center fusion-title-text fusion-title-size-six\" style=\"margin-top:12px;margin-bottom:4px;\"><h6 class=\"title-heading-center\" style=\"margin:0;\">Kamila Zahida<\/h6><\/div><div class=\"fusion-text fusion-text-3\" style=\"text-align:center;font-size:14px;line-height:24px;transform:translate3d(0,0,0);\"><p>Studentessa del Corso di Laurea in Archeologia, Storia delle arti e Scienze del patrimonio culturale presso l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Napoli \u201cFederico II\u201d. Borsista del Programma Studenti di Fondazione Aurora.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><style type=\"text\/css\">.fusion-body .fusion-builder-column-1{width:66.666666666667% !important;margin-top : 20px;margin-bottom : 20px;}.fusion-builder-column-1 > .fusion-column-wrapper {padding-top : 0px !important;padding-right : 0px !important;margin-right : 8.64%;padding-bottom : 0px !important;padding-left : 0px !important;margin-left : 8.64%;}@media only screen and (max-width:1024px) {.fusion-body .fusion-builder-column-1{width:80% !important;}.fusion-builder-column-1 > .fusion-column-wrapper {margin-right : 30px;margin-left : 30px;}}@media only screen and (max-width:640px) {.fusion-body .fusion-builder-column-1{width:100% !important;margin-bottom : 10px;}.fusion-builder-column-1 > .fusion-column-wrapper {margin-right : 1.92%;margin-left : 1.92%;}}<\/style><\/div><style type=\"text\/css\">.fusion-body .fusion-flex-container.fusion-builder-row-2{ padding-top : 4%;margin-top : 0px;padding-right : 0px;padding-bottom : 2%;margin-bottom : 0px;padding-left : 0px;}<\/style><\/div><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":14,"featured_media":5199,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[217,218,188,171],"tags":[],"class_list":["post-5198","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archeologia-e-turismo-en","category-etiopia-en","category-overview-en","category-perspectives"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.6 - 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