L’IMPORTANZA DI UNA COSTITUZIONE PER UNA RAINBOW NATION

Gli stati moderni basano la loro legittimità di esistere proprio sulle costituzioni, le quali rappresentano l’apogeo della democrazia e dell’unione dei cittadini di uno stato. In esse sono contenute le battaglie, i successi e gli insuccessi di un paese, le ambizioni future, le paure e i rimpianti. Non sono solo un insieme di articoli scritti su della carta, la Costituzione deve essere vista come una macchina nella quale ogni giorno va messo del carburante, altrimenti rimane ferma.

Attraverso la lente delle costituzioni, anche sistemi apparentemente lontani come il Marocco, l’Italia e il Sud Africa abbattono la distanza geografica e si intersecano.

In primis, il Marocco è il paese che mi ha vista nascere; la legislazione marocchina, basata sul sistema napoleonico occidentale, è in continuo mutamento. Tutt’ora oltre all’arabo si parla il francese come seconda lingua, e i telegiornali vengono ripetuti in arabo, francese, berbero e spagnolo.  Il re Mohammed VI ha rinunciato a diversi poteri al fine di dar voce al popolo marocchino trasformando così il vecchio regime autoritario del padre Hassan II in una monarchia costituzionale di stampo democratico.

L’Italia è il paese che mi ha vista crescere e diventare una studiosa del diritto. La costituzione è la carta fondamentale da cui trae forza un sistema politico, valori condivisi; essa tutela il pluralismo linguistico e culturale e dà voce alle minoranze e alle nuove generazioni italiane più meticce della storia. L’articolo 3 della nostra costituzione è molto chiaro e preciso anche su chi deve fare in modo di tutelare e proteggere queste differenze: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” La Corte Costituzionale deve essere il primo garante della Carta Costituzionale e deve attenersi ad essa ogni qual volta il Parlamento legifera, attuandone i 139 articoli e prendendo da essi ispirazione.

Fino ad ora nei miei studi giuridici sono stata etnocentrica, ho conoscenza maggiore dei sistemi di common law e di civil law, mentre la storia africana è meno chiara e precisa nonostante le mie radici arabo-africane.

Il sistema dei saperi che arriva sia all’Africa che all’Europa, è scritta dall’occidente, ci sono più informazioni online sulla città di Parigi che sull’intero continente africano.  WikiAfrica Education è un progetto a mio parere lodevole, che si prefigge lo scopo di trasformare le scuole africane da consumatrici a produttrici di conoscenza, caricando informazioni sul web e rendendole universalmente accessibili, compito arduo ma necessario per ridare voce all’Africa.

In pochi anni su Wikipedia sono stati aggiunti, grazie a questa iniziativa più di 40.000 contributi, che comprendono testi, immagini, citazioni, file audio e video, che riguardano il continente africano. La Fondazione Moleskine è una delle prime sostenitrici di queste attività è arrivata a creare un progetto specifico per le scuole chiamato “Wikiafrica Schools”, che affianca gli insegnanti e gli studenti formandoli al meglio e rendendoli così in grado di caricare online autonomamente conoscenza “made in Africa”. In uno degli incontri realizzati dalla Fondazione Aurora presso lo studio Chiomenti a Milano, ho avuto il piacere di conoscere sia il presidente della Fondazione Moleskine, che ci ha riportato l’avanzamento del progetto e i risultati ottenuti; sia Lwando Xaso avvocato e attivista per i diritti dei neri in Sudafrica, che è riuscita a far parte della Corte Costituzionale Sudafricana grazie alle diverse lotte fatte dai suoi avi. La costituzionalista Lwando Xaso, nel suo intervento, ci ha spiegato come il sistema giuridico sudafricano è uno dei migliori esempi di pluralismo politico inteso come dualismo fra diritto di matrice europea e diritto autoctono tradizionale. Sicuramente si può parlare di una democrazia multiculturale orientato al non-razzismo e alla tutela delle differenze. La Costituzione Sudafricana del 1996 ha sconfitto il razzismo che ghettizzava i cittadini africani liberandoli e ridando a loro voce e potere. È paradossale come per anni un paese composto dall’80% di cittadini neri autoctoni, sia stato invece il 20% di bianchi ad avere il potere politico ed economico. Sicuramente il colonialismo è stato un dittatore per l’Africa, fatta spogliare della sua identità e fatta sentire inadeguata per il suo colore. Lwando ci ha fatto notare che è molto difficile unire un paese così diverso e complesso, solo grazie ad una negoziazione e una riconciliazione con il Regno Unito, ex-colone principale per il Sudafrica, si è riusciti a creare una delle prime costituzioni di stampo democratico e multirazziale in Africa. Ritengo che la scrittura di una costituzione sia fondamentale per garantire i valori condivisi che uniscono un popolo al di là del colore della pelle, dell’età o della religione; ed è proprio di questo che si è discusso nel secondo incontro realizzato presso due università di Roma, sempre insieme alla giurista sudafricana. Una società inclusiva in grado di rappresentare le differenze e di tutelarle dovrebbe essere l’obiettivo di tutti gli stati moderni. Lwando è un esempio di forza e di intelligenza, conscia delle difficoltà che il sistema patriarcale ed etnocentrico ha da offrire ed è per questo che si è sempre messa in prima linea a difendere i più deboli.

Proprio per questo che le costituzioni sono per me magiche e piene di sogni, perché nonostante le distanze che le separano pronunciano le stesse parole, sono i testi sacri del nuovo mondo, in grado di unire più popoli in nome dei diritti.


Ihsane Ait Yahia

Laureanda in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Attualmente collabora con lo Studio Legale Russo come interprete, a breve inizierà la pratica forense