PSE, DER, IMPRENDITORIA FEMMINILE E COVID 19: IL RILANCIO DELL’ECONOMIA SENEGALESE ALLE PRESE CON ALTRE SFIDE

Il tessuto economico senegalese è fortemente dominato dalle PMI, le quali vengono suddivise in ”imprenditoriali”[1], medie, piccole e molto piccole. In termini statistici, la suddivisione risulta essere evidente: le “imprenditoriali” sono  l’81,8%, seguite dalle imprese molto piccole che raggiungono il 16,4%, mentre le piccole sono solo il 1,2%. Le imprese medie sono limitate ad uno 0,4%; ed infine, per quanto riguarda le grandi imprese, esse risultano essere una piccolissima parte, non rappresentano che lo 0,2%[2]. A tutto ciò si aggiunge il predominio delle imprese informali, che occupano gran parte dell’economia senegalese e coprono il 97% delle unità economiche[3]. Delineato questo quadro, risulta importante capire come lo stato dell’Africa dell’ovest stia cercando di far fronte alle sfide che riguardano le relazioni tra gli assi imprenditoria, genere e crescita economica. Oltre ad essi, bisogna aggiungere una riflessione sull’impatto che la pandemia Covid-19 sta causando sull’economia reale del Senegal. Il 13 marzo, il presidente della Repubblica senegalese Macky Sall, con un decreto, ha vietato gli assembramenti, chiuso le scuole e sospeso la vita burocratica del Paese; dieci giorno dopo, ha dichiarato lo stato d’emergenza.

Durante il discorso rivolto alla nazione per la Festa dell’Indipendenza del 4 Aprile, il presidente ha annunciato una serie di provvedimenti tesi ad attenuare l’impatto della pandemia sul tessuto socio-economico senegalese. Questi provvedimenti prevedevano delle facilitazioni sul pagamento delle tasse per le imprese che non licenziavano e che pagavano almeno il settanta per cento dello stipendio ai loro dipendenti, un intervento economico in supporto alla sanità, un aiuto per il pagamento delle bollette di acqua e luce per le famiglie più indigenti; uno slittamento di un anno per il pagamento della TVA (IVA) ed un programma di approvvigionamento di beni di prima necessità[4].

Il Senegal sta crescendo; la crescita demografica che lo coinvolge[5], risulta un fattore importante per quanto riguarda le sfide sopracitate e si allinea con il trend delle nazioni dell’Africa dell’ovest. Anche a livello economico, la buona crescita dell’Africa sub-sahariana (1,38% nel 2016 contro il 3,59% del 2020)[6] coincide sia con quella dei paesi WAEMU (questi, hanno ottenuto buoni risultati con un tasso di crescita del 6,8% nel 2016 rispetto al 6,6% nel 2015[7]) sia con quelli senegalesi. il Senegal ha registrato una crescita stabile con tassi simili del 6,4% tra il 2015 e il 2016[8] e per far fronte alle sfide nate da questi cambiamenti, dal 2014 il Senegal ha adottato il Piano emergente per il Senegal (PSE)[9]. Il PSE si inserisce all’interno di un quadro di politica economica e sociale volto ad aumentare il benessere e la prosperità della popolazione senegalese attraverso tre assi strategici che riguardano sostanzialmente la revisione strutturale dell’economia, il capitale umano e la governance[10].

Qui, ci focalizzeremo più sul primo punto del PSE; ovvero quello riguardante la trasformazione strutturale dell’economia. Quale impatto sta avendo? E più specificatamente, come si innestano le questioni di genere e l’avvento della pandemia di Covid 19 nell’economia reale senegalese a “trazione” PSE?

Partiamo da una considerazione importante: questo progetto di sviluppo economico sembra stia funzionando, non a caso il paese ha guadagnato ben 57 posizioni nella classifica “Doing Business” della Banca Mondiale dal 2014 ad oggi, posizionandosi al 123 posto su 190[11]. Il Senegal è passato da una crescita economica del 6,8% del 2017 al 7% nel 2018[12], ma questi risultati non sembrano ancora sufficienti per garantire una migliore condizione di vita per tutta la popolazione. Per esempio, la disoccupazione resta alta e per persone di età pari o superiore a 15 anni è stimata al 14,3% nel quarto trimestre del 2018[13]. Questo fenomeno è decisamente più evidente tra le donne (24,1%) rispetto che tra gli uomini (6,2%)[14]. Come prime risposte immediate l’amministrazione del Presidente Macky Sall ha creato diversi meccanismi in sostegno delle start-up di micro imprenditorialità giovanile e femminile; uno su tutti il DER (Delegazione generale per l’imprenditoria rapida per donne e giovani)[15], che ha come obiettivo prioritario il finanziamento di progetti per giovani e donne[16]. Il 24 novembre 2018 a Dakar, durante un evento per la seconda fase di finanziamento del DER Macky Sall ha promesso di triplicare, a partire dal 2019, gli sforzi dedicati allo sviluppo di giovani aziende nel settore:

“Se vogliamo dare una prospettiva di lavoro reale, dobbiamo sviluppare uno spirito imprenditoriale. Dobbiamo sostenere l’imprenditorialità. L’economia digitale e le start-up digitali sono davvero la risposta più rilevante per il futuro dell’occupazione nel nostro paese”, proseguondo con la promessa di triplicare gli investimenti erogati in favore delle start-up “decido da gennaio 2019 di triplicare la quota concessa alle start-up digitali che andrà da un miliardo a tre miliardi di franchi CFA”[17].

Macky Sall, Presidente del Senegal

Dall’inizio delle sue attività, il DER ha concesso 17 miliardi di FCFA[18] a circa cinquecentododici comuni in tutto il territorio nazionale e il finanziamento della finestra di automazione assegnata fino ad oggi nel paese è stimato a circa 10 miliardi (15230740,00 Euro) di cinque cento milioni di FCFA[19]. Oltre 50.000 persone ne hanno beneficiato e circa 45.000 conti bancari sono già stati aperti[20]. La seconda fase del finanziamento, avviata il 24 novembre 2018, comprendeva 10 miliardi di FCFA[21]. Il presidente Sall ha poi parlato del supporto della Banca Mondiale al DER:

“Per quanto riguarda il DER, l’opzione ora è quella di mettere 30 miliardi di FCFA[22] all’anno. Ma dal 2020 sono sicuro che i partner ci seguiranno. Abbiamo il segnale della Banca mondiale. E quando la Banca Mondiale colpisce, è un knockout. Spero sia un colpo da KO. E sono sicuro che in brevissimo tempo saremo in grado di raggiungere 100 miliardi di FCFA[23] all’anno. Questo per facilitare l’accesso ai finanziamenti in modo efficiente sia per le start-up, per l’empowerment delle donne e per l’imprenditoria giovanile in generale in tutti i settori”[24].

Dunque, l’iniziativa del DER può essere considerata come una diramazione più specifica del PSE. Tra le sue missioni, oltre al finanziamento di imprenditori con condizioni di rimborso flessibili, esso prevede l’accordo con istruzioni finanziarie (banche e istituzioni microfinanziarie) per la promozione di investimenti innovativi e l’accompagnamento di progetti catalizzatori ad alto potenziale[25]. L’intervento di DER è rivolto agli uomini dai 18 ai 40 anni e alle donne senza limiti di età[26] e i settori a cui si rivolge sono: ICT, trasporti, turismo e promozione culturale, settore artistico e agricultura e per chiudere allevamento e pesca. Per comprendere il volume della partecipazione femminile nella transizione economica che il Senegal sta vivendo, risulta importante considerare due fattori. Primo, le donne ricoprono per lo più posizioni informali nell’economia senegalese. In questo caso, per mercato informale, si fa riferimento alla contabilità dell’attività lavorativa; ricoprire una posizione di lavoro informale, significa condurre un’attività che non è tracciata dalla contabilità nazionale. Sebbene questo dato sia in linea con quello di altri paesi dell’Africa sub-sahariana[27]; nel nostro caso, risulta essere fondamentale se analizzato in relazione ad un piano che promette finanziamenti statali con lo scopo, tra gli altri, di formalizzare l’economia. Come seconda istanza, legato a ciò, bisogna guardare ai dati sull’occupazione retribuita. Infatti, nel quarto trimestre del 2018, del 38,6% della popolazione con un impiego retribuito, solo il 27,2% era donna[28]. Poste queste due premesse, in relazione agli obiettivi del DER e alle aree settoriali nel quale interviene, è opportuno osservare il volume occupato dalla componente femminile in tali settori per capirne I futuri sviluppi. A livello nazionale, i tre principali rami di attività in cui le donne sono la maggioranza, sono le “attività domestiche speciali” (93,3%), le “attività di alloggio e ristorazione” (85%) e la “vendita al dettaglio” (70,8%)[29]. Queste attività sono principalmente nel settore informale, spesso si rivolgono ad attività su piccola scala e sono tese al supporto famigliare[30]. In altri settori, il contributo delle donne nell’attività economica risulta ancora davvero molto limitato; ci riferiamo ai trasporti (1,5%), alle attività di costruzione e lavori pubblici (1,9%) e a quelle legate al trasporto e alle telecomunicazioni (7,2%)[31]. Per chiudere il quadro, un’altra considerazione risulta fondamentale; la maggior parte delle imprese individuali in Senegal è di proprietà di uomini; solo il 31,3% è di proprietà di donne. Detto ciò, le imprenditrici sono più presenti nei servizi di hotel, bar e ristoranti in cui il 72,8% delle unità economiche del settore sono di proprietà di donne.

Tirando le somme di questi dati statistici, sembrerebbe che il DER possa trovare terreno fertile ed essere di grande impulso per la componente femminile nei settori del turismo, della promozione culturale e nel settore artistico. Questo perché i settori a maggior impego femminile, ovvero le attività domestiche speciali, le attività di alloggio e ristorazione e la vendita al dettaglio, ben si sposano con le tre attività citate sopra. A ciò vanno sommate quelle attività dove le unità economiche settoriali sono di proprietà di donne, ovvero hotel, bar e ristorazione. In questi settori, i dati della partecipazione femminile, possono essere letti in maniera rassicurante e ci possono suggerire un possibile coinvolgimento delle donne nel processo di rafforzamento e consolidamento economico senegalese. La grande sfida del PSE, del DER, del presidente Macky Sall ma anche e soprattutto del tessuto sociale senegalese stesso, sarà quella di rendere questi finanziamenti e incentivi statali effettivamente utili ad una transizione economica che sia il più inclusiva possibile. Leggendo i dati sovracitati, in un paese “spaccato” in due tra uomini e donne, quel 27,2% di impiego retribuito femminile è ancora decisamente troppo basso e se viene sommato al dato che vede l’occupazione femminile in larga parte informale, crea i presupposti per ben sperare in un’ottica di “cristallizazione” economica che può essere cruciale per l’emancipazione della donna in chiave imprenditoriale. Per concludere, una menzione d’obbligo la merita, a suo malgrado, la pandemia Covid-19, che ad oggi conta 8243 casi confermati con 150 vittime[32]. La pandemia è stata un grande banco di prova per lo stato dell’Africa dell’ovest che dal punto di vista sanitario, ha dimostrato un atteggiamento molto proattivo e resiliente. Bisogna infatti sottolineare come l’Istituto Pasteur sia vicino a produrre un tipo di test rapido, economico e domiciliare per la diagnosi di Covid 19[33], che potrebbe essere un fattore in Senegal, come in tutto il continente; ma al tempo stesso, dal punto di vista economico, la pandemia (come in tutto il globo) sta avendo un impatto devastante soprattutto per quanto riguarda il settore turistico, che in Senegal rappresenta veramente tanto; circa 150.000 posti di lavoro, un miliardo di euro e 10% del PIL[34]. Sebbene il paese stia provando a mitigare l’impatto pandemico sull’economia reale anche attraverso restiti erogati dal Fondo Monetario Internazionale[35], le previsioni e le stime per l’economia senegalese stilate durante la pandemia non sembravano essere ottime. In caso di contenimento totale la previsione di crescita per l’anno corrente, veniva stimata ad un -9,9% rispetto al PIL del 2019[36].  Nel documento redatto da diversi professori della Cheikh Anta Diop University di Dakar (Ucad) si prevedeva inoltre una perdita fiscale pari a 297 miliardi FCFA (451817635,50 Euro) che equivale al 7,4% del bilancio 2020[37]. Ovviamente, Il settore informale subirebbe le perdite maggiori, con un’emorragia di entrate di 594 miliardi FCFA[38] (903635271,00). Colpire questo settore così come quello turistisco in Senegal, significa soprattutto colpire fortemente la componente femminile del tessuto economico e sociale.


NOTE

[1] Tradotto dal francese “Entreprenants” e categorizzate come segue: qualsiasi individuo che esercita, su base individuale, un’attività professionale, civile, commerciale, artigianale, agricola o di servizi, con un fatturato annuale, tasse escluse, che non supera: 30000000 di FCFA (45692,22 Euro) per attività commerciali; 20000000 FCFA (30461,48 Euro) per imbarcazioni e attività connesse; 10000000 di FCFA (15230,74 Euro) per la fornitura di servizi. République du Sénégal, Ministère de l’Economie, des Finances et du Plan, Rapport Global du Recensement General des Entreprises, 2017, 18

[2] Ivi, 19

[3] Ivi, 22

[4] https://www.youtube.com/watch?v=qUxgMbkIb-w

[5] Rapport de l’Enquête régionale intégrée sur l’Emploi et le Secteur informel (ERI-ESI), 2017, 1

[6] https://www.statista.com/statistics/805560/gross-domestic-product-gdp-growth-rate-in-sub-saharan-africa/

[7] Rapport de l’Enquête régionale intégrée sur l’Emploi et le Secteur informel (ERI-ESI), 2017, 1

[8] Ibid.

[9] https://www.sec.gouv.sn/dossiers/plan-s%C3%A9n%C3%A9gal-emergent-pse

[10] Per un approfondimento si invita il lettore a consultare il seguente sito ministeriale: http://www.presidence.sn/en/pse

[11] https://www.doingbusiness.org/en/rankings

[12] https://www.jeuneafrique.com/mag/560915/societe/senegal-le-chomage-une-bombe-a-desamorcer/

[13] Ministere de l’Economie, du plan et de la cooperation, ANSD, Enquête nationale sur l’Emploi au Sénégal, Quatrième trimestre, 2018, 5

[14] Ibid.

[15] Tradotto dal francese « Délégation Générale à l’Entreprenariat Rapide des femmes et jeunes (DER/FJ) »

[16] https://www.jeuneafrique.com/mag/560915/societe/senegal-le-chomage-une-bombe-a-desamorcer/

[17] https://www.digitalbusiness.africa/senegal-en-communion-avec-les-jeunes-macky-sall-promet-de-tripler-a-3-milliards-de-f-cfa-lenveloppe-consacree-aux-start-up-du-numerique/

[18] Ibid.

[19] Ibid.

[20] Ibid.

[21] Ibid.

[22] 45624411,00 Euro

[23] 152081370,00 Euro

[24] Ibid. tradotto da “« En ce qui concerne la DER, précise Macky Sall confiant, l’option à présent est de mettre 30 milliards de francs Cfa par an. Mais, à partir de 2020, je suis sûr que les partenaires vont nous suivre. La BAD s’est déjà manifestée. Nous avons le signal de la Banque mondiale. Et quand la Banque mondiale donne un coup, c’est un coup KO. J’espère qu’elle donnera un coup KO. Et je suis sûr que dans très peu de temps, nous pourrons arriver à 100 milliards de francs Cfa par an. Ceci pour faciliter l’accès aux financements de façon efficace à la fois pour les start-up, pour l’autonomisation des femmes et dans l’entreprenariat des jeunes de façon globale dans tous les secteurs. »

[25] https://der.sn/presentation-de-la-der/

[26] https://der.sn/cibles-secteurs/

[27] Si invita il lettore interessato a consultare: https://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/—dgreports/—dcomm/documents/publication/wcms_626831.pdf

[28] Rapport de l’enquete sur l’emploi, La Remuneration et les heures de travail au Senegal Republique du Senegal, Ministere de l’Economie, des Finances et du Plan, EERH, 2018, 9

[29] Ibid.

[30] Ministere de l’Economie, du plan et de la Cooperation, ANSD, Rapport de l’enquette sur l’emploi, la remuneration et les heures de travail au Sénégal, EERH, 2018, 8

[31] Ministre de l’economie, des finances et du plan, ANSD, Rapport global du Recensement général des Entreprises, 2017, 46

[32] Dati aggiornati al 15/07/2020 https://coronavirus.jhu.edu/map.html

[33] https://www.nytimes.com/2020/06/02/world/africa/coronavirus-test-lab.html

[34] https://www.lechotouristique.com/article/le-plan-daction-du-senegal-pour-relancer-son-tourisme

[35] Il Senegal ha i concluso i colloqui con il Fondo monetario internazionale (FMI) per la richiesta di 221 milioni di dollari da utilizzare per mitigare l’impatto economico dell’epidemia di coronavirus. Inoltre, il FMI ha specificato, in una dichiarazione, che la pandemia ha portato a un calo dei trasferimenti di denaro da parte dei senegalesi della diaspora https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2020/04/02/senegal-coronavirus-finanziamento-221-milioni-dollari-fmi/

[36] https://www.lequotidien.sn/rapport-previsions-du-groupe-de-recherche-interdisciplinaire-sur-le-covid-19-les-couts-dun-confinement/

[37] Ibid.

[38] Ibid.


Michel Komlan Seto

Research & Analysis Officer in Senegal per l'associazione di volontariato CPS (Comunità Promozione Sviluppo) nell'ambito del programma dell' "Italian Department for Youth Policies and Universal Civil Service". Studente del Master Online "ICT for Development and Social Good" dell'Università di Torino.