Il 16 novembre 2025, presso la Libreria Egea, si è svolto il dialogo “Il filo rosso del lavoro delle nuove generazioni”, promosso da Fondazione Aurora all’interno di BookCity Milano (BCM). L’incontro, che segna la quinta edizione della fondazione alla BCM, ha offerto una lettura sulle trasformazioni che stanno ridefinendo il lavoro giovanile tra Africa e Italia, a partire dalle esperienze della diaspora africana, di esperti di cooperazione e delle istituzioni europee.
Ad aprire i lavori è stato il presidente della Fondazione, Michele Carpinelli, che ha ricordato i sette anni di attività dell’ente, un percorso che ha portato alla necessità di “mettere a sistema quanto appreso” attraverso la pubblicazione del volume Un’impresa (non) facile, pensato come strumento operativo per enti e organizzazioni.
Nel suo intervento, Gordon Mensah, dottorando in Diritto economico dell’UE e internazionale, ha evidenziato il divario tra la forte identità collettiva africana e le difficoltà di integrazione economica del continente: “L’Europa pensa al 2030, l’Africa al 2063. In Europa l’integrazione economica è nata prima dell’identità comune; in Africa è vero il contrario, e questo genera sfide strutturali non ancora risolte”.
La necessità di sostenere la propensione imprenditoriale dei giovani è stata al centro dell’intervento di Saodiatou Diao, esperta di sostenibilità e politiche ESG, che ha insistito su un approccio orientato all’impatto: “Servono opportunità concrete e percorsi che affianchino alla formazione un supporto mirato. Dobbiamo preparare gli imprenditori ad attrarre investimenti privati e a costruire iniziative capaci di durare”.
Da parte delle istituzioni europee, Vincenzo Lorusso, Policy Officer della Commissione Europea e co-presidente del gruppo di lavoro sull’Agenda Innovazione UA-UE, ha sottolineato l’importanza di un’agenda coordinata nel tempo, alla quale l’AU–EU Innovation Agenda cerca di dare risposta: “Le azioni si articolano su breve, medio e lungo periodo, con risultati tangibili. Un passaggio chiave è favorire l’ingresso dei giovani nelle catene di valore nazionali e locali”. Lorusso ha ricordato anche l’esperienza della Innovation Fair, dove i vincitori hanno ricevuto accompagnamento personalizzato e opportunità di incontro con finanziatori e investitori europei: un esempio di come “lo sviluppo dell’innovazione richieda ecosistemi strutturati e continuità di intervento”.
In chiusura, Ada Ugo Abara ha annunciato la prossima uscita della versione inglese del volume, arricchita da un contributo del dott. Lorusso dal titolo From ideas to impact: Entrepreneurship at the core of the AU-EU Innovation Agenda. Ha inoltre ribadito la natura dinamica del testo, concepito per rimanere uno strumento aggiornato a supporto del Terzo Settore.





